Carenza di vitamina D, la colpa può essere della crema solare?

Pubblicato da Alberto Simioni il

Esiste un legame tra mancanza di vitamina D e crema solare ad alta protezione?  Secondo prove scientifiche, la protezione solare potrebbe bloccare la luce del Sole, e quindi portare a carenza di vitamina D. Ma questo non è del tutto corretto perchè la protezione solare dovrebbe sempre essere usata.

La vitamina D è considerata un ormone, e non una semplice vitamina, ed è essenziale per la nostra salute.  Oltre al suo compito primario nel promuovere il metabolismo delle ossa, è anche coinvolta in molteplici processi, tra cui la regolazione della crescita cellulare, delle funzioni neuromuscolari e del sistema immunitario e la riduzione dei processi infiammatori. Inoltre la Vitamina D nei bambini e neonati è importante per la loro crescita e sviluppo.

Ne consegue che, oltre alle malattie ossee, la sua carenza è anche associata a molte altre patologie, tra cui le sindromi metaboliche, cardiovascolari, quelle del sistema immunitario e il cancro. Inoltre è emerso che carenza di vitamina D e sintomi neurologici sono correlati.

La vitamina D è essenziale per il metabolismo del calcio e del fosforo e può essere prodotta dal nostro organismo a livello della cute quando ci esponiamo al sole, ma può anche essere integrata con la dieta

La sintesi di vitamina D è quindi strettamente correlata all'esposizione dei raggi ultravioletti UVB. La quantità di raggi ultravioletti di tipo B dipende dal tempo di esposizione, dalla latitudine, dagli abiti indossati, dal colore della pelle, dall'età e, secondo le informazioni recenti, dalla crema solare. In effetti, il suo utilizzo potrebbe essere collegato alla diminuzione nella produzione di vitamina D. 

Però, dobbiamo dire che l'importanza della protezione solare è stata  sottolineata dalla comunità scientifica: infatti i raggi ultravioletti distruggono il DNA cellulare della nostra pelle con possibili mutazioni genetiche che possono causare il tumore della pelle, ovvero il melanoma. Pertanto, l'OMS ha identificato la radiazione ultravioletta come un possibile fattore cancerogeno e l'ha associata al carcinoma cutaneo.

Quindi, si consiglia comunque di utilizzare i fattori di protezione solare (SPF) per prevenire gli effetti foto-carcinogeni, poiché sono progettati per filtrare la maggior parte delle radiazioni solari.

Tuttavia, a dosi appropriate, i raggi ultravioletti possono anche avere un effetto benefico sul corpo umano, come la produzione di vitamina D, la produzione di serotonina, e il trattamento di alcune malattie della pelle come la psoriasi. In breve, secondo studi scientifici recenti, sebbene l'effetto della luce solare sui livelli di vitamina D sia ancora un problema controverso, ci sono prove che mettono in correlazione i filtri solari e la carenza di vitamina D.

Secondo recenti ricerche sull'effetto della protezione solare sulla vitamina D, i ricercatori hanno preso in esame l'effetto della protezione solare SPF50+ sulla produzione di vitamina D a livello della cute esterna e sulla quantità della vitamina in circolo nel corpo. Gli stessi hanno evidenziato una riduzione della vitamina D cutanea del 70-90% ma solo una riduzione del 10% circa della vitamina D circolante.

Pertanto, gli autori dello studio hanno concluso che l'uso a breve termine della protezione solare non avrà un impatto importante sul livello circolante di vitamina D (sotto forma di 25 (OH) D3).

In attesa di ulteriori studi possiamo concludere che non ci si debba esporre al sole senza aver prima applicato sulla pelle una crema con filtro solare adeguato.

 


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